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Forum – Un’etica per la ricostruzione tra memoria e futuro/Osservatorio permanente

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osservatorio permanente

Secondo il nostro progetto culturale questo dovrà essere il luogo  di elaborazione dei temi che saranno poi affrontati di volta in volta attraverso le “Giornate dell’Architettura e del Restauro”.

Qual è lo scopo dell’Osservatorio? Perché abbiamo deciso di costituirlo?

Sostanzialmente per riempire un vuoto che si è creato da quando gli architetti non fanno più sentire la propria voce in maniera diretta, da quando hanno smesso di essere un punto di riferimento per la società sui temi che dovrebbero vederli direttamente coinvolti, anche nel ruolo di guida e come riferimento di pensiero.

Siamo insoddisfatti dei modi e dei termini con i quali, sempre più spesso, vengono affrontati i problemi complessi sulla città e sull’architettura e sull’ambiente, che vanno dalla spettacolarizzazione funambolica alla illusione salvifica dei tecnicismi di tutti i tipi. Il tutto a volte senza nemmeno sfiorare le questioni centrali del nostro lavoro, sulle quali invece dobbiamo tornare a ragionare e ad offrire il nostro contributo qualificato.

Quale architettura? ma, prima ancora, per quale società? Per quale idea di futuro dobbiamo e vogliamo svolgere il nostro ruolo di architetti?

Ecco, affrontare questo livello di elaborazione è il nostro ambizioso obbiettivo.

Noi intendiamo contribuire personalmente e direttamente, come va di moda dire adesso, “mettendoci la faccia”, perché vogliamo passare dal lamento ai fatti, dalle critiche alle azioni costruttive, offrendo il nostro pensiero, mettendoci a disposizione con un impegno programmato e non estemporaneo, da architetti ma anche da cittadini.

 

A questo serve l’”Osservatorio permanente”, ad evitare che un’iniziativa sporadica possa perdersi rapidamente, con un’eco di breve durata. Vogliamo invece che l’eco possa essere ripresa e mantenuta nell’aria attraverso iniziative successive che ne rilancino il messaggio e ne rinnovino lo spirito. È dalla continuità delle iniziative che potrà sedimentarsi uno spessore critico e favorire la nascita di nuovi spunti per affrontare i temi spinosi della nostra attività, in maniera non consolatoria ma con la pluralità delle posizioni anche contrapposte.

Non vogliamo porci con atteggiamento di antagonismo verso le istituzioni, ma vogliamo al contrario essere una risorsa. Non vogliamo sostituirci a nessuno, anzi, intendiamo collaborare con tutti quelli che vorranno condividere e partecipare alle nostre iniziative, anche se, e soprattutto se, saranno portatori di un diverso pensiero e di una diversa visione, ma il cui sincero obbiettivo sia quello di scoprire nuovi orizzonti per il futuro del nostro lavoro.

A questo ci rendiamo disponibili: portare il nostro contributo alle iniziative di tutti coloro che riterranno importante “ascoltare” il nostro punto di vista. Il tema ricorrente dell’ascolto che abbiamo evidenziato in questi due giorni è fondamentale, soprattutto per conoscere la diversità delle persone, una ricchezza che crea relazioni, quindi progetti e visioni condivise.

L’”Etica”, così come richiamata, quale cardine di queste nostre due giornate di discussione, dovrà essere il principio informatore delle future iniziative, in quanto presupposto per l’onestà intellettuale con cui dovranno essere affrontate. Spogliarsi dei propri ruoli, professionali ed istituzionali, e dei giudizi precostituiti che spesso semplificano la realtà complessa di cui ci occupiamo, è conditio sine qua non per affrontare con apertura mentale e disponibilità al confronto sincero i problemi che di volta in volta saranno posti sul tavolo. Forse, visti i tempi che corrono e la confusione che regna sovrana anche nel mondo dell’architettura, questo atteggiamento può costituire l’unica forma di certezza su cui potremo contare.

Quale sarà il tema che verrà? Non lo sappiamo, o forse sì.

Non lo sappiamo ancora, perché il tema delle prossime edizioni delle “Giornate dell’Architettura e del Restauro” scaturirà dal confronto nell’ambito dell’Osservatorio, grazie alla partecipazione interdisciplinare degli architetti, di altre categorie professionali coinvolte nelle tematiche, di economisti, sociologi, antropologi, giornalisti, con gli enti pubblici come le Sovrintendenze, le Regioni, i Comuni interessati.

E sarà individuato in quell’argomento che ci sembrerà emergente nell’ambito degli interessi dichiarati, per il futuro dei nostri tesori e della nostra civiltà.

Oppure lo conosciamo già, perché magari lo troviamo in nuce nei pensieri espressi in questo Convegno, ed il prossimo tema potrebbe scaturire proprio dalla lettura dei suoi atti, sempre in un clima dialettico e di condivisione nel consesso dell’Osservatorio.

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